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Utilità dei beta-bloccanti in associazione a Valsartan e Captopril nei pazienti ad alto rischio dopo infarto miocardico acuto

L’uso dei beta-bloccanti in associazione ai bloccanti il recettore dell’angiotensina nei pazienti con scompenso cardiaco è al centro di controversie.

E’stata compiuta un’analisi dei dati dello studio VALIANT ( VALsartan In Acute myocardial infarction ), che aveva arruolato 14.703 pazienti con infarto del miocardio complicato con insufficienza cardiaca o con documentata disfunzione ventricolare sinistra.
Questi pazienti erano stati assegnati in modo casuale al trattamento con Valsartan ( Tareg ), Captopril ( Capoten ) , o con entrambi i farmaci.
I medici erano anche stati incoraggiati a prescrivere beta-bloccanti sulla base di precedenti evidenze di benefici.

I pazienti trattati con beta-bloccanti, sia all’ammissione in ospedale che alla dismissione, hanno presentato un più basso rischio di mortalità a 3 anni ( 17.7% ) rispetto a quelli che hanno assunto il beta-bloccante solo alla randomizzazione ( 30.7% ) o solo al momento della dimissione ( 25.9% ).

La maggiore incidenza di mortalità ( 35.1% ) si è presentata tra i pazienti non trattati con i beta-bloccanti.

Nessuna interazione statisticamente significativa con la prognosi è stata osservata tra l’impiego di beta-bloccanti e il trattamento con Valsartan, o con l’associazione Captopril e Valsartan.

I pazienti dimessi con un beta-bloccante hanno presentato un significativo vantaggio di sopravvivenza ( hazard ratio dopo aggiustamento, HR=0.89; p=0.02 ).
Questa associazione è risultata più pronunciata nei pazienti a cui erano stati prescritti i beta-bloccanti sia al momento della randomizzazione sia alla dimissione ospedaliera; inoltre è stata osservata sia nei pazienti con funzione sistolica del ventricolo sinistro preservata che alterata.

Questi risultati hanno ulteriormente confermato che i beta-bloccanti riducono il rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari non-fatali nei pazienti con insufficienza cardiaca o con disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico.

In conclusione, nessuna evidenza di interazione avversa è stata riscontrata tra l’antagonista del recettore dell’angiotensina Valsartan e i beta-bloccanti, e neppure di un effetto negativo della combinazione Valsartan, Captopril e beta-bloccante. ( Xagena2009 )

Califf RM et al, Am Heart J 2009; 104: 151-157


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