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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Terapia di resincronizzazione cardiaca: benefici nello scompenso cardiaco


La terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT ) migliora i sintomi, la capacità di esercizio e la qualità di vita, quando aggiunta alla terapia farmacologica ottimale nei pazienti con insufficienza cardiaca moderata-grave e un normale complesso QRS.

Un totale di 60 pazienti con scompenso cardiaco di classe NYHA III o IV sono stati assegnati in modo casuale a ricevere la terapia di resincronizzazione cardiaca più la terapia farmacologica ottimale ( n=29 ) oppure la sola terapia farmacologica ( n= 31; gruppo di controllo ).
Tutti i pazienti avevano complessi QRS normali ( meno di 120 ms di durata ).

Tra i pazienti assegnati a terapia di resincronizzazione cardiaca, il dispositivo di resincronizzazione è stato impiantato per via intravenosa, con il catetere ventricolare sinistro posto sopra il miocardio non-lesionato.

Per determinare l'impatto della terapia di resincronizzazione sulla capacità di esercizio fisico e la qualità di vita, è stata valutata la distanza a piedi in 6 minuti e i punteggi del questionario Minnesota Living with Heart Failure ( MLHFQ ) di tutti i pazienti al basale e a 6 mesi dopo l'inizio della terapia.

Più pazienti sottoposti a resincronizzazione cardiaca ( 51.7% ) rispetto ai pazienti in terapia farmacologica ottimale ( 12.9% ) hanno conseguito un aumento, a 6 mesi, di almeno il 25% nella distanza percorsa a piedi in 6 minuti.

Inoltre, i pazienti sottoposti a resincronizzazione cardiaca hanno riportato maggiori miglioramenti nella qualità di vita rispetto a quelli riceventi terapia farmacologica ottimale, come misurato dal questionario MLHFQ.
In particolare, il punteggio medio della qualità di vita è sceso da 56.8 al basale a 44.6 a 6 mesi nel gruppo CRT, mentre un calo più contenuto, 63.5-62.1, si è verificato nel gruppo terapia farmacologica ottimale.

Miglioramenti della classe NYHA, che riflettono un miglioramento dei sintomi di scompenso cardiaco, sono stati osservati nel gruppo terapia di resincronizzazione cardiaca, con una classe NYHA media di 3.34 al basale e 2.24 a 6 mesi.

Nessun cambiamento in classe NYHA si è verificato nel gruppo terapia farmacologica ottimale.

Un punteggio clinico composito, costituito da sopravvivenza a 6 mesi senza ospedalizzazioni correlate a scompenso cardiaco, miglioramento di una o più classe NYHA, o un miglioramento di almeno il 25% nella distanza percorsa in 6 minuti, è stato raggiunto dall’83% dei pazienti sottoposti a terapia di resincronizzazione cardiaca contro il 23% dei pazienti nel gruppo terapia farmacologica ottimale.

Nessuna differenza nel rischio di mortalità totale o di mortalità cardiovascolare si è verificata tra i due gruppi, ma la mortalità per insufficienza di pompa ( tempo medio di 677.5 giorni ), è risultata 8 volte più probabile con la terapia farmacologica ottimale rispetto alla terapia di resincronizzazione cardiaca ( p=0.0447 ). ( Xagena2011 )

Fonte: Heart, 2011


Cardio2011



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