Aggiornamenti in aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Benefici dalla dose di carico di Atorvastatina prima dell'intervento coronarico percutaneo nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST


In una analisi secondaria dello studio SECURE-PCI, una dose di carico periprocedurale di Atorvastatina ( Lipitor, Torvast ) ha ridotto i tassi di eventi avversi cardiaci maggiori ( MACE ) a 30 giorni nei pazienti con infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ), sottoposti a intervento coronarico percutaneo ( PCI ).
L'effetto del trattamento di Atorvastatina non è risultato significativo nei pazienti con sindrome coronarica acuta ( ACS ) senza sopraslivellamento ST ( NSTEACS ).

In precedenza era stato riportato che nella coorte globale dei pazienti con sindrome coronarica acuta, pianificati per la rivascolarizzazione con procedura PCI nello studio SECURE-PCI, una dose di carico di Atorvastatina non aveva influenzato i tassi di MACE a 30 giorni, definiti come mortalità per tutte le cause, infarto miocardico, ictus o rivascolarizzazione coronarica non-pianificata.
Tuttavia, nello studio principale, il preloading di Atorvastatina aveva permesso di ottenere risultati MACE migliori a 30 giorni tra i pazienti che erano stati sottoposti a procedura PCI.

E' stato quindi ipotizzato che il potenziale beneficio della dose di carcio delle statine pre-PCI potesse essere correlato alla tempistica della somministrazione delle statine prima dell'intervento coronarico percutaneo.

Sono stati presi in esame 2.710 pazienti ( 64.7% della coorte complessiva ) sottoposti a intervento coronarico percutaneo ( età media, 62 anni, 24% donne ) per determinare se i tassi di eventi avversi cardiaci maggiori a 30 giorni differissero per tipo di sindrome coronarica acuta e per la tempistica di somministrazione della Atorvastatina prima della procedura PCI.

Il rischio di MACE a 30 giorni è stato ridotto del 28% in coloro che erano stati sottoposti a PCI ( hazard ratio aggiustato, aHR= 0.72, IC 95%, 0.54-0.97 ).
Al contrario, non è stato osservato alcun effetto nei pazienti non-sottoposti a PCI ( aHR = 1.44, IC 95%, 0.92-2.24, P per interazione = 0.01 ).

Inoltre, l'effetto del preloading di Atorvastatina per l'outcome primario era significativo nei pazienti con infarto STEMI ( aHR=0.59, IC 95%, 0.38-0.92 ), ma non nei pazienti con sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST ( aHR=0.85, IC 95%, 0.58-1.27; P per interazione = 0.22 ).

Tra coloro che erano stati sottoposti a procedura PCI, i tempi della somministrazione di Atorvastatina non hanno influenzato i MACE a 30 giorni nella coorte globale ( P per l'interazione = 0.44 ), nella coorte STEMI ( P per interazione = 0.69 ) o nella coorte NSTEACS ( P per interazione = 0.3 ).

Secondo i ricercatori, considerando la sicurezza della Atorvastatina, il trattamento dei pazienti con sindromi coronariche acute, in particolare con infarto STEMI, con carico di statina prima dell'intervento coronarico percutaneo, appare essere un approccio che può migliorare gli esiti clinici a breve termine. ( Xagena2018 )

Fonte: JAMA Cardiology, 2018

Cardio2018 Farma2018


Indietro