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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Canakinumab riduce le ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca nei pazienti con un precedente infarto miocardico: beneficio dose-dipendente


Il trattamento con Canakinumab, un anticorpo monoclonale diretto contro l'interleuchina-1beta [ IL-1beta ] ), dei pazienti con un precedente infarto miocardico ed elevati livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità ( hsCRP ), permette di ridurre in modo dose-dipendente i ricoveri ospedalieri per insufficienza cardiaca.
La differenza tra Canakinumab e placebo è risultata significativa solo tra i pazienti che hanno raggiunto concentrazioni di hsCRP in trattamento minori di 2 mg/L.

Le conclusioni della sottoanalisi dello studio CANTOS rappresenta la prima evidenza che la terapia anti-infiammatoria e, in particolare, l'inibizione dell'interleuchina-1beta, esercita influenza sull'insufficienza cardiaca.

Nello studio CANTOS, 10.061 pazienti con un precedente infarto miocardico e valori hsCRP maggiori o uguali a 2 mg/l sono stati assegnati in modo casuale a ricevere Canakinumab 50 mg, 150 mg, 300 mg oppure placebo, mediante somministrazioni per via sottocutanea ogni 3 mesi.
Al basale, 2.173 pazienti ( 22% ) presentavano una storia di insufficienza cardiaca.

Dopo un follow-up mediano di 3.7 anni, 385 pazienti sono stati ricoverati in ospedale almeno una volta per insufficienza cardiaca; questi pazienti tendevano a essere più anziani, avere un più alto indice di massa corporea ( BMI ) e avevano una maggiore propensione al diabete mellito, ipertensione e a un precedente bypass aorto-coronarico ( CABG ).

Al basale, la concentrazione mediana di hsCRP era più alta nei pazienti che erano ospedalizzati rispetto a quelli che non lo erano ( 5.7 vs 4.2 mg/l; P inferiore a 0.0001 ).

In generale, il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca ha mostrato una associazione inversa con la dose, sebbene non significativamente inferiore tra i pazienti trattati con Canakinumab rispetto a quelli trattati con placebo.

L'hazard ratio ( HR ) non-aggiustato è stato pari a 1.04 per il dosaggio di 50 mg, 0.86 per 150 mg e 0.76 per 300 mg ( P per la tendenza = 0.025 ).
Lo stesso pattern è stato osservato per l’endpoint composito di ospedalizzazione e mortalità correlata allo scompenso cardiaco.

Le riduzioni dose-dipendenti nel ricovero ospedaliero correlato allo scompenso cardiaco sono state simili per direzione e ampiezza nei pazienti con e senza storia di insufficienza cardiaca al basale.

I pazienti responder a Canakinumab con livelli di hsCRP inferiori a 2 mg/l avevano significativamente minore probabilità di essere ricoverati per insufficienza cardiaca rispetto a quelli che assumevano placebo ( aHR=0.62; IC 95%, 0.47-0.81 ).
Coloro che non hanno risposto al trattamento non hanno presentato questa riduzione ( aHR=1.03; IC 95%, 0.81-1.31 ).
Per i pazienti trattati con placebo, il rischio è risultato simile indipendentemente dal fatto che i livelli hsCRP fossero sotto la soglia di 2 mg/L. ( Xagena2018 )

Fonte: American Heart Association ( AHA ) Scientific Sessions, 2018

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