52 convegno cardiologia milano
Aggiornamenti in aritmologia
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

La diagnosi di cancro può essere preceduta da infarto miocardico o ictus


Una ricerca ha evidenziato che gli anziani, nell'anno precedente alla diagnosi di tumore, hanno manifestato un maggior rischio del 69% di infarto miocardico e di ictus ischemico.

Questo rischio significativamente elevato di eventi tromboembolici arteriosi è iniziato 5 mesi prima della diagnosi patologica di tumore e ha raggiunto il picco 1 mese prima della diagnosi, quando è aumentato di 5 volte.

I ricercatori hanno esaminato i dati SEER-Medicare per identificare 374.331 pazienti di età pari o superiore a 67 anni ( età media, 76 anni ) con una diagnosi primaria, nel periodo 2005-2013, di uno dei seguenti tumori: mammella, polmone, prostata, colon-retto, vescica, utero, pancreas, stomaco e linfoma non-Hodgkin.

I pazienti oncologici sono stati messi a confronto con i beneficiari di Medicare ( programma di assicurazione medica amministrato dal governo degli Stati Uniti ) senza cancro.

Utilizzando i codici diagnostici sono stati identificati gli eventi tromboembolici arteriosi, definiti come un composito di infarto miocardico o ictus ischemico.

Tra 360 e 151 giorni prima della diagnosi di tumore, i beneficiari di Medicare con e senza cancro avevano un rischio comparabile di eventi tromboembolici arteriosi.

Tuttavia, tra 150 giorni e 1 giorno prima della diagnosi, le stime a intervalli di 30 giorni hanno mostrato un rischio più elevato di eventi tromboembolici arteriosi tra i pazienti che alla fine avrebbero avuto diagnosi di neoplasia, rispetto ai controlli.
Inoltre, questo rischio è risultato progressivamente aumentato durante il periodo che portava alla diagnosi, raggiungendo un picco durante i 30 giorni precedenti la diagnosi di cancro.

Durante questo periodo di picco, 2313 ( 0.62% ) pazienti che alla fine sarebbero stati diagnosticati con cancro hanno sofferto di un evento tromboembolico arterioso, rispetto a 413 ( 0.11% ) controlli ( odds ratio, OR = 5.63, IC 95%, 5.07-6.25 ).

In un'analisi estesa a tutti i 360 giorni che precedevano l'ingresso nello studio, i ricercatori hanno scoperto che 6.567 ( 1.75% ) pazienti con cancro avevano presentato un evento tromboembolico arterioso contro 3.916 ( 1.05% ) dei controlli ( OR = 1.69, IC 95%, 1.63-1.76 ), indicando che quelli che alla fine avevano diagnosi di tumore avevano un rischio di trombosi aumentato del 69%.

Tra i pazienti che hanno avuto un evento tromboembolico arterioso durante i 360 giorni precedenti la diagnosi oncologica, i principali siti di cancro erano: polmone ( n = 1.908; 29% ), colon-retto ( n = 1.561; 24% ), prostata ( n = 752; 11% ), seno ( n = 663; 10% ), vescica ( n = 533; 8% ) linfoma non-Hodgkin ( n = 384; 6% ), pancreas ( n = 333; 5% ), stomaco ( n = 250; 4% ) e utero ( n = 183; 3% ).

Questi risultati hanno sottolineato la necessità di una maggiore attenzione ai segni di cancro nei pazienti con recente infarto miocardico o ictus. ( Xagena2018 )

Fonte: Blood, 2018

Onco2018 Cardio2018 Neuro2018 Emo2018



Indietro