Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

L’esito della sindrome coronarica acuta è influenzato dalla fibrillazione atriale


I pazienti con sindrome coronarica acuta e fibrillazione atriale di nuova insorgenza presentano prognosi meno favorevole in ambito ospedaliero, rispetto ai pazienti senza aritmia.

Sono stati analizzati i dati dello studio ACACIA ( Acute Coronary Syndrome Prospective Audit ).

Tra i 3.393 pazienti arruolati nello studio, 755 presentavano infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ), 1.942 sindrome coronarica acuta senza sopraslivellamento ST ( NSTE-ACS ) ad alto rischio, e 696 NSTE-ACS a rischio intermedio. Di questi il 4.4% ( n=149 ) presentava fibrillazione atriale di nuova insorgenza e l’11.4% ( n=387 ) soffriva di una precedente fibrillazione atriale.

E’ stato osservato che la fibrillazione atriale di nuova insorgenza era più frequente nei pazienti con infarto STEMI che in quelli con NSTE-ACS a rischio elevato o intermedio; la fibrillazione atriale già presente era più comune nei pazienti con NSTE-ACS a rischio alto e intermedio che in quelli con infarto STEMI.

A 12 mesi dopo l’arruolamento, la fibrillazione atriale di nuova insorgenza era associata a un aumento, del 66%, della probabilità di raggiungere l’outcome ( esito ) combinato di mortalità, infarto del miocardio, e ictus nel lungo periodo, rispetto all’assenza dell’aritmia sopraventricolare ( p=0.004 ); mentre uno stato di precedente fibrillazione atriale era associato a un aumento, del 42%, della probabilità di andare incontro a morte ( p
I pazienti con NSTE-ACS a rischio intermedio presentavano un aumento, di 3.9 volte, del rischio di raggiungere, nel lungo periodo, l’outcome composito, rispetto ai pazienti senza fibrillazione atriale ( p=0.02 ).
Il rischio risultava aumentato di 2 volte tra i pazienti con NSTE-ACS ad alto rischio ( p=0.01 ) , e di 1.4 volte tra i pazienti con infarto STEMI ( p non significativo ).

Secondo gli Autori, questi nuovi dati sottolineano la necessità di trattare in modo aggressivo tutti i pazienti con sindrome coronarica acuta e fibrillazione atriale di nuova insorgenza, senza riguardo al tipo di sindrome coronarica acuta. ( Xagena2009 )

Fonte: American Journal of Cardiology, 2009


Cardio2009


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