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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

L'insufficienza cardiaca dopo diagnosi di diabete aumenta il rischio di mortalità a 5 anni


I pazienti che hanno sviluppato insufficienza cardiaca in qualsiasi momento dopo la diagnosi di diabete mellito presentano il più alto rischio relativo e assoluto di morte a 5 anni rispetto a quelli con diabete che avevano altre diagnosi cardiovascolari o diagnosi renali.
Dallo studio è anche emerso che questi pazienti avevano una durata di vita ridotta entro 5 anni.

Sono stati analizzati i dati di 153.405 pazienti ( età media, 64 anni; 54% uomini ) con diabete mellito che non presentavano cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca, malattia renale cronica, ictus, diabete gestazionale e malattia arteriosa periferica al basale.

L'endpoint principale era la morte per qualsiasi causa, che è stata valutata durante un follow-up mediano di 9.7 anni.
Durante il follow-up, 48.087 pazienti sono deceduti.

I pazienti che hanno sviluppato scompenso cardiaco entro 5 anni dalla diagnosi di diabete avevano un risk ratio ( RR ) a 5 anni elevato per morte rispetto a quelli che non avevano malattia cardiovascolare o malattia renale ( RR = 3; IC 95%, 2.9-3.1 ).

Rispetto a quelli che non presentavano malattia cardiovascolare o malattia renale, i pazienti che avevano sviluppato altre condizioni presentavano un rischio elevato di morte a 5 anni, ma non nella stessa misura di quelli che avevano sviluppato scompenso cardiaco ( ictus, RR = 2.2; IC 95%, 2.1- 2.2; cardiopatia ischemica, RR = 1.3; IC 95%, 1.3-1.4; PAD, RR = 2.3; IC 95%, 2.3-2.4; malattia renale cronica, RR = 1.7; IC 95%, 1.7-1.8 ).

Rispetto ai pazienti senza diagnosi cardiovascolare o renale, la durata della vita è diminuita nei pazienti che hanno sviluppato cardiopatia ischemica ( 1.6 mesi; IC 95%, 1.5-1.7 ), scompenso cardiaco ( 11.7 mesi; IC 95%, 11.6-11.8 ), malattia renale cronica ( 4.4 mesi; IC 95%, 4.3-4.6 ), ictus ( 6.4 mesi; IC 95%, 6.3-6.5 ) e arteriopatia periferica ( 6.9 mesi; IC 95%, 6.8-7 ).

Il maggior rischio di morte è stato osservato nei pazienti che hanno sviluppato scompenso cardiaco entro 5 anni dopo una diagnosi di diabete in combinazione con malattia renale cronica ( 63.7%; IC 95%, 53.7-73.7 ) o ictus ( 54.1%; IC 95%, 44.7-63.5 ) rispetto ad altre combinazioni.
I pazienti con scompenso cardiaco avevano il maggior numero di mesi persi quando associati a malattia renale cronica ( 18.2 mesi; IC 95%, 18.1-18.3 ), ictus ( 16.2 mesi; IC 95%, 16.1-16.4 ), cardiopatia ischemica ( 11 mesi; IC 95%, 10.9-11.2 ) o arteriopatia periferica ( 14.3 mesi; IC 95%, 14.2-14.4 ).

Risultati simili sono emersi in una analisi supplementare quando i pazienti sono stati stratificati per sesso, età, periodo di inclusione e stato di comorbilità. ( Xagena2020 )

Fonte: Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, 2020

Cardio2020 Endo2020



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