Aggiornamenti in aritmologia
52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Xagena Mappa

Studio SUPPORT: l’aggiunta di Olmesartan alla terapia standard non migliora gli esiti nello scompenso cardiaco cronico


Quando Olmesartan, un antagonista del recettore dell’angiotensina, è stato aggiunto al trattamento con Ace inibitori o beta-bloccanti, sono stati osservati esiti peggiori nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica e ipertensione.

Il trattamento con i tre farmaci in combinazione è risultato correlato a un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, di eventi avversi cardiaci e di disfunzione renale.

Lo studio prospettico, in aperto, SUPPORT, ha interessato 1.147 pazienti di età compresa tra 20 e 79 anni, con scompenso cardiaco cronico ( Classe NYHA II-IV ) e una storia di ipertensione.
L’età media dei pazienti era di 66 anni; il 75% erano uomini e la frazione di eiezione ventricolare sinistra media era pari a 54%.
Tutti i pazienti erano in trattamento con ACE-inibitori, beta-bloccanti, o entrambi i farmaci.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere il bloccante del recettore dell’angiotensina Olmesartan, titolato fino a 40 mg al giorno, in aggiunta al regime di trattamento esistente ( n = 574 ) oppure a un gruppo di controllo che non ha ricevuto Olmesartan ( n = 569 ).

L'endpoint primario composito era rappresentato da mortalità per qualsiasi causa, infarto miocardico acuto o ictus non-fatali, e peggioramento della insufficienza cardiaca che richiedeva ricovero in ospedale.
Gli endpoint secondari comprendevano morte per cause cardiovascolari o scompenso cardiaco, infarto miocardico acuto, ictus, sviluppo di disfunzione renale, diabete mellito, fibrillazione atriale e morte improvvisa.

Il periodo di follow-up medio è stato di 4.4 anni.

Il raggiungimento dell’endpoint primario è stato osservato nel 33.2% dei pazienti assegnati al regime a base di Olmesartan contro il 29.2% del gruppo controllo ( hazard ratio, HR = 1.18; 95% CI, 0.96-1.46 ).

Più pazienti assegnati a Olmesartan hanno sviluppato disfunzioni a livello renale ( 16.8% vs 10.7%; HR = 1.638; 95% CI, 1.19-2.26 ).

Dall’analisi dei sottogruppi è emersa una associazione tra il rischio per l'endpoint primario e l'aggiunta di Olmesartan a un regime di combinazione di Ace inibitori e beta-bloccanti ( HR = 1.47; 95% CI, 1.11-1.95 ).
Lo stesso rischio non è stato osservato con l'aggiunta di Olmesartan agli Ace inibitori o ai beta-bloccanti da soli.
Il rischio di mortalità per tutte le cause e la disfunzione renale è risultata anche elevata quando tutti e tre i farmaci sono stati somministrati in combinazione, ma non quando Olmesartan è stato aggiunto al trattamento con Ace inibitori o ai beta-bloccanti da soli. ( Xagena2014 )

Fonte: American Heart Association ( AHA ) Scientific Sessions, 2014

Cardio2014 Nefro2014 Farma2014


Indietro